Si è aperta il 31 maggio appena trascorso, con la conferenza stampa la prima parte della biennale 2025 dedicata al teatro. Sotto la direzione di Willem Defoe un Cancro tradizionale un po’ eccentrico e la partecipazione di Elisabeth LeCompte, regista e vincitrice del leone d’oro del teatro di questa edizione. Una Toro lei, con Venere nel combattivo segno dell’Ariete, una che l’arte l’ha voluta rivoluzionare pur partendo dalle tradizionali basi accademiche. Un festival questo baciato dal passaggio di Giove, il 9 giugno prossimo, dal comunicativo segno dei Gemelli al più tradizionale e romantico Cancro. Ecco che si spiega il ritorno al minimalismo nei colori delle insegne, il bianco ed il nero che lascia al corpo e alla sua pura espressione il farci arrivare il colore, quello che più ci piace…
Arduo il compito del direttore artistico Willem Defoe che con Chirone all’ascendente Acquario e lo stellium di piani in settima casa ed in Leone (la sua massima espressione di vita la trova nel portare in scena lo spettacolo al pubblico, quello che sente davvero come reale compagno di vita) di rendere speciale questa edizione. Ricordo che si porta il fardello del precedente direttore artistico, il grande Richard Foreman deceduto il 4 gennaio di quest’anno. Il drammaturgo statunitense nato sotto il segno dei Gemelli, il 10 giugno 1937 con un Marte in Scorpione molto profondo ed intuitivo che fa buoni aspetti con Plutone e Luna in Cancro che rappresenta sempre la tradizione. Inoltre Venere so trova in Toro (segno governato da Venere l’arte per antonomasia) ma in stretta congiunzione ad Urano, il pianeta dell’innovazione…
Ecco che ritroviamo la simbologia del tradizionale che incontra lo spirito innovatore uraniano che caratterizza la rivoluzione mediatica dell’arte che si proietta ora nel futuro…
Fare arte oggi, soprattutto per il teatro è qualcosa, comunque, sempre di speciale…in merito all’ultima domanda che hanno rivolto ad Elisabeth LeCompte (regista e vincitrice del Leone d’oro di questa edizione della biennale del teatro 2025) sul motivo perché non scrive un libro lei risponde: “ LA MERAVIGLIA DEL TEATRO NON SI PUÒ FERMARE IN UN LIBRO…” E con queste parole immense si chiude la conferenza di quella che è arte semplicemente e come diceva Richard Foreman: “Non pensare…sii pensiero…”.
